IL REGNO DEL SACRO INCANTO DEI GRANDI MISTERI DI DIONISO E DIANA
Questo volo lascia pensare a quello che i Maestri di Magia Occidentale e Italica come Giuliano Kremmerz chiamano separando ovvero una vera e propria individuazione del corpo sidereo o anima che, elevato dal Sacro Fuoco del Dio, è in grado di vivere e sperimentare la vita del Magico Mare quale realtà separata da quella umana e ordinaria dei sensi comuni. In pratica una seconda nascita, alla quale presiedeva il Maestro Iniziatore dei Templi dei Misteri dell’Occhio Divino; cui introduceva la Maestra o Dea della chiave e che preludeva nei neofiti, i quali avevano già conosciuto in altra vita parte dell’Arcano, al contatto con il Misterioso Possente Dio dell’Occulta Iniziazione.
Così lo descrive Pier Luca Pierini R. (pag. 25 op. cit.), “Dioniso, detto il nato due volte, figlio di Zeus e di Semele, era una divinità complessa, libera, multiforme, selvaggia: Dio della natura libera, della sensualità senza limiti, della bellezza incontaminata e dell’animalità divina, dell’ebbrezza estatica, della giovinezza eterna, dell’orgia sublime. Considerando che la bevanda sacra a Dioniso era il vino e che i greci ben conoscevano i molteplici effetti che si ottenevano unendovi le radici e altre parti della pianta della mandragora, perché non considerare la possibilità che proprio questi – o anche questi – potessero costituire gli ingredienti del misterioso Kikeon? … Da non sottovalutare poi il fatto che uno degli animali più sacri a Dioniso probabilmente il più rappresentativo assieme alla pantera (forse non a caso nera come il cane sacro ad Ecate richiesto per la raccolta della pianta) era proprio il caprone, evidentemente lo stesso capro del sabba che presiedeva le periodiche riunioni delle congreghe e al quale le streghe rendevano un simbolico omaggio, che volutamente quanto volgarmente i feroci persecutori dell’Antica Religione hanno voluto assimilare a satana così come la figura di Pan, l’ipersessuale dio dei boschi dotato di corna e zampe caprine, amico di Dioniso, è stata scientificamente demonizzata sovrapponendovi l’immagine stessa del Maligno”.
La Teobotanica o Scienza della Conoscenza e Uso Divino delle piante magiche ci suggerisce per questi Veri e propri Tesori dell’Antica Arte, l’idea che, nascoste nel Regno Vegetale, si trovino essenze e chiavi venute da lontano.
Da altri mondi, sistemi stellari e spazi inter-planetari potrebbero essere state recate fino a noi da reali ‘Ieronauti’ e Naviganti del Cielo per ricordare ai Figli degli Dei la Via e i Riti dei Sacri Misteri mediante i quali ricondurli al Sacro Orione.
Nelle Tradizioni Antiche Occidentali, Nordiche, Orientali e anche degli Incas Peruviani sembra, secondo un attento studio dei Simboli Magici e Sacerdotali, esservi stata la consapevolezza che Piante Maestre come la Mandragora o l’Ayahuasca, la Liana-Dea, fossero in grado, all’interno di una precisa disciplina Iniziatica, di elevare, nelle cerimonie del Rito, gli investigatori occulti all’esperienza enteogenica di contatto con i Regni Separati dalla Terra, con i loro Spiriti e Intelligenze di origine divina e capaci di provocare il cominciamento dell’estasi e l’apprendimento di insegnamenti e conoscenze per l’Ascenso, il “Viaggio” e il Volo dell’anima.
Quindi il momento centrale del Rito della “Festa” o del “Gioco” consisteva, sia negli Antichi Misteri che nella Magica Stregoneria del Medioevo fino probabilmente a sopravvivenze non lontanissime, nella Bevanda della Pozione Sacra la quale produceva lo stato di Transe o Mag durante il quale i Maghi, le Fate e le Streghe vivevano, come dire, qui e ora lo stato di Condizione Divina. Esperienza che oltre a metterli in contatto diretto con le divinità dell’Antica Religione Iniziatica, Dioniso, Diana, Pan, altri Regni Divini e con i loro abitanti, permetteva ai più avanzati nel ricordo dell’Antica Arte, di apprendere i Segreti e gli insegnamenti del Dio delle Streghe e del Sommo Ierofante che, nel Sacro Fuoco del Grande Incanto, parlava o suggeriva o indicava ai presenti i Veri non più velati.
Spesso tali contatti avvenivano in un tempio costituito dal bosco sacro, zone arcane e di potere. Privilegiate, ab antiquo, dalle Sacre Divinità. Gli atti, azioni, inizi seguivano, a nostro avviso, un calendario stellare, lontano dall’astronomia volgare e dall’astrologia profana, che doveva prendere in considerazione i dodici mesi dell’anno, in rapporto alle influenze occulte sullo sviluppo sottile dei candidati, quali (i mesi) Troni dei dodici Dei Supremi o Occhi di Luce, non sempre corrispondenti ai Maggiori Numi del Culto Ufficiale delle Religioni Classiche-Rivelate. Ma anche i periodi lunari e forse, riservate prescrizioni rituali riguardanti le influenze o lunazioni dei periodi, fasti o nefasti o incerti, erano tenute in considerazione per queste “Aperture” sicure e propizie in cui il Numinoso poteva irrompere con i suoi doni e frutti, come il Sacro Melograno caro a Dioniso, negli stati profondi di gestazione e rinascita dei sacerdoti che bussavano alla porta del Tempio.
La Mandragora come Radice, caratterizza nell’esperienza enteogenica la connessione purificatrice delle zone più profonde e insondabili dell’astrale. Quella Notte dalla quale, il “lavoro” occulto dell’esperienza magica iniziatica ha il compito di far nascere le stelle che guidano l’anima, attraverso un’intelligente trasformazione di tutti i labirinti di ostacoli e imperfezioni strutturali ed esterne, alla meta di un insegnamento che, in conseguenza della corrente iniziatica avviata, con le sue intelligenze sacerdotali divine, sembra non interrompersi più, per i non profani, nel corso di una vita e di un senso Alto della vita. Mai più uguale o definibile a quello dell’esperienza comune e ordinaria nel quale la persona, e non l’Io, rientra dopo l’elevazione ai cieli della Signora delle Stelle. Viene quasi da pensare, che, sub specie interioritatis, il tutto si accordi con l’idea che tali eventi Magici siano, forse, il risultato di un percorso Via o Fatato Incanto “premesso” da particolari Entità mediatrici di Intelligenze Magistrali Divine, da loro assegnate e ritrovate nel nostro Antico Etrusco Ascenso.
DAL VERDE DEL BOSCO PIANTA BEVANDA ALL’ORO DEL MAESTRO-DIO che come Principe dei Misteri e Invisibile cioè Nascosto Iniziatore, parla all’anima volata all’Ala del suo Appello. Gli Dei, i 12 Supremi delle 12 Segrete Lucumonie – da Lucus – Tempio del Bosco, parlavano agli Aspiranti della Luce attraverso l’Elemento Eterico FUOCO – ARIA, della cui ‘speciale’ materia è costituito il mondo della Vita dei Numi.
Ed effettivamente la Sapienza degli Antichi considerava i Libri Fulgurali scritti alla Luce delle Folgori dai Saggi Figli degli Dei e letti e tradotti da speciali sacerdoti che dovevano avere a che fare con il Dio Nato dalla Folgore di Zeus e suo Prediletto. Colui che custodisce il Fuoco e lo Scettro: Dioniso, il Capro Divino delle Auree Corna. Tali messaggi, costituiscono testimonianze, parole cifre, delle chiavi auree di precisi “passaggi” dell’Arcano Viaggio. Come in Lammas-Leone, costellazione di grande importanza nel ciclo sacerdotale del calendario luni-solare, si ha la massima crescita apicale del FLAMEN – FLUMEN - FUFLUNS o FULMINE che, saettante, parla e apre l’occhio all’Energia Divina. Anagogica, aurea, possente; fatta come dicevamo, di una MATERIA SPECIALE come di Altri Mondi, al cui contatto i Mysti ricevono quanto si può loro dire e comunque un ‘primo avviamento’ a ciò che deve seguire nel Cammino verso il Dio e il Maestro Iniziatore – Scettro – Carme – Fuoco dell’ieronauta.