Nella più lontana tradizione della Antica Religione dei Padri Etruschi il bosco appare spesso come luogo privilegiato di culto. La stessa radice dell'antico etimo di Lucumonia, che è la sede sacerdotale del Re Iniziato etrusco, il Lucumone, deriva dal termine Lucus, bosco. Tutto ciò ci rimanda alla misteriosissima Dea Diana Regina della Magia, degli Incantesimi, delle Streghe e delle sublimi Fate, ma anche Signora del Verde dei Boschi, Selve, Prati e Monti, Dea silvana e lunare dell'Arco d'Oro.
Nella più lontana tradizione della Antica Religione dei Padri Etruschi il bosco appare spesso come luogo privilegiato di culto. La stessa radice dell'antico etimo di Lucumonia, che è la sede sacerdotale del Re Iniziato etrusco, il Lucumone, deriva dal termine Lucus, bosco. Tutto ciò ci rimanda alla misteriosissima Dea Diana Regina della Magia, degli Incantesimi, delle Streghe e delle sublimi Fate, ma anche Signora del Verde dei Boschi, Selve, Prati e Monti, Dea silvana e lunare dell'Arco d'Oro. Come Diana Lucina, è sicuramente una dea che genera la Luce e il titolo regale etrusco di Lucumone doveva essere in relazione con la funzione anche stellare di Via, Ponte e Torcia propri del Sovrano. Forse alcuni boschi eletti fino al secolo scorso a dimora delle streghe toscane conservano nei propri luoghi piante, radici ed elementi naturali che sebbene nati in tali radure possedevano magiche origini stellari di altri mondi e ne facevano - e forse fanno - luoghi di magica potenza e spazi sacri. Noi pensiamo quindi al Bosco come Regno, consacrato a Diana e vegliato da spiriti sacri, in cui mai il profano e l'impuro possono entrare e ove silfidi, gnomi, elfi e magici animali come il cervo, lo scoiattolo e gli uccelli vivono protetti dalle Fate, vere e proprie Signore dell' Arcana Magia del Bosco. Parlare di una magia del bosco parrebbe riportare alla mitica letteratura un po' dorata di un'ottocentesca favolistica per bambini. E comunque ci riconduce ad aspetti della storiografia dei secoli in età medievale. In realtà è probabile che prima della fioritura del mito graalico, della magia e stregoneria della Gran Bretagna, proprio i maghi di Etruria venerassero nel Dio Dioniso-Pan, sotto forma di capro dalle corna d'oro, il dio del bosco e l'iniziatore del magico volo a quello stato di estasi sublime che nel tempio del bosco trovava tutte le caratteristiche atte ad unire l'iniziato all'Intelligenza aurea della Natura. In alcuni scritti è stato trattato il mistero del bosco incantato, e forse i sacri riti sacerdotali sul bosco sapevano evocare al suono di antichi ritmi e armonie sacerdotali quella luminosa, leggerissima Velata Aurea Dea che apparve limpida e purissima agli sguardi sereni dei regali sposi, stesi a fissare il Botticelliano Mistero.
C. Arrigoni |