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L’Ordine Egizio e la Myriam di Giuliano Kremmerz
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GIULIANO KREMMERZ di Stefano Mayorca Stampa E-mail
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GIULIANO KREMMERZ di Stefano Mayorca
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CENNI BIOGRAFICI

Image Non è possibile esimersi dal fornire le canoniche notizie biografiche del Maestro le quali, all’apparenza, possono risultare impersonali, ma che in realtà sono necessarie per tratteggiare un quadro completo relativo al suo vissuto. Non bisogna dimenticare inoltre, che non tutti conoscono il luogo di nascita e le date essenziali che segnano l’avvicendarsi degli eventi più significativi connessi con la sua esistenza e la sua missione iniziatica. Ciro Formisano nasce a Portici (Napoli) 1’8 aprile 1861 - diverrà celebre con uno pseudonimo, quello di Giuliano Kremmerz (J. M. Kremm-Erz) - una benedizione per i genitori che vivevano una profonda crisi coniugale che li vedeva separati in casa o quasi. Durante il diciassettesimo anno di matrimonio, in maniera insperata (i due coniugi erano rassegnati a non avere prole), viene alla luce Ciro, che con la sua nascita segna un periodo di riappacificazione e di relativa serenità. All’età di ventisei anni, dopo essersi addottorato all’Università di Napoli, il futuro maestro di ermetismo diventa insegnante di storia e geografia nel ginnasio inferiore di Alvito, nelle vicinanze di Caserta. L’incarico gli deriva dall’interessamento di suo zio Ferdinando, ricco imprenditore di lavori pubblici e uomo influente. Una figura fondamentale formerà in modo profondo il carattere ermetico di Ciro. Si tratta dell’anziano Pasquale De Servis, persona colta e carismatica che possiede conoscenze notevoli nell’ambito della dottrina ermetica. Il vecchio sapiente occupa uno dei locali dell’abitazione di proprietà della famiglia Formisano, che lo stima e lo tiene in gran conto. De Servis era noto negli ambienti ermetici con il nome iniziatico di Izar, Fu lui con ogni probabilità ad inserire il giovane Ciro nel tessuto esoterico di Napoli; essendo state plausibilmente il suo maestro e iniziatore. “Del resto, lo stesse Formisano, lo cita in numerosi suoi scritti con un moto di gratitudine e di venerazione. Gli ambienti a cui alludo sono legati quell’Ordine Osirideo Egizio che costituiva il fulcro delle società iniziatiche partenopee e che contava tra suoi massimi esponenti il Gran Maestro Giustiniano Lebano, figura di spicco dell’Ordine. Il 15 agosto 1887, a Portici, Formisano si unisce in matrimonio con Anna Petriccione. Successivamente, insofferente alle costrizioni ed essendo uno spirito libero decide di abbandonare l’insegnamento. In seguito apre per proprio conto uno studio di fotoincisione che in principio sembra avviarsi in maniera soddisfacente, richiamando un discreto numero di clienti. Purtroppo, a causa della scarsa dimestichezza tecnica del Formisano in tale campo, lo stabilimento viene affidato ad altre persone che sfruttano la situazione e traggono profitto ai danni di quest’ultimo. Inevitabilmente l’attività cessa e l’evento dà inizio ai primissimi dissapori con i parenti, mentre il suocero rifonde i creditori che si erano originati con il fallimento. Decaduta tale iniziativa si orienta verso la carriera giornalistica lavorando come corrispondente per il Giornale di Sicilia. Poi, grazie all’amicizia di Paolo Scarfoglio della quale godeva, entra in veste di redattore al Mattino. Le cose sembrano aggiustarsi, ma ancora a volta la sua forte personalità determina una rottura. Infatti, dopo avere iniziato un’accesa discussione con un collega, in un momento di rabbia scaglia un calamaio contro il medesimo rischiando di colpirlo alla testa. Naturalmente viene esonerato dall’incarico e contemporaneamente si trova a dover arginare problemi di ordine economico. Si rivolge a suo zio Ferdinando, convinto che nuovamente lo tirerà fuori dai guai. Le cose vanno diversamente e dopo un netto rifiuto da parte dello zio, i rapporti tra i due si interrompono definitivamente. Il poco spazio a disposizione non consente di elencare in maniera dettagliata le disavventure vissute dal Formisano, costringendomi a sintetizzare gli episodi che lo vedono protagonista. In ogni caso abbandona Portici, la figlia Gaetana di cinque mesi e la consorte in stato interessante per tentare la fortuna all’estero, diretto, a quanto pare, a Montevideo. Rimane lontano da Napoli e dalla famiglia per cinque anni e le notizie che lo riguardano sono scarse, tanto che dopo sei mesi di silenzio i familiari pensano al peggio. Sussistono dei dubbi sulla sua permanenza in America, come spiega A. Anglisani nella splendida biografia risalente al 1947, edita dalle Edizioni Rebis di Viareggio, dal titolo Il Maestro Giuliano Kremmerz: L’Uomo - Lo Missione - l’Opera (Edizioni Rebis 1985). Secondo Anglisani è più probabile che Kremmerz, dopo essere sbarcato a Marsiglia, abbia trascorso i cinque anni menzionati in Francia, entrando in contatto con importanti realtà iniziatiche. Nel maggio del 1893 rientra a Napoli con solide risorse finanziarie e inizia la sua collaborazione con la Casa Editrice Detken e Rocholl sita in Piazza del Plebiscito.


 
         
 
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