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MERLINO: L’ELETTO DI ISIDIANA Stampa E-mail
Nella tradizione letteraria e storiografica gallese, anglonormanna e bretone prima e nella tradizione arturiana francese poi, la figura di Mago Merlino palesa talvolta alcuni aspetti e ne occulta altri e viceversa, fino a dipingere della sua misteriosa presenza il magico medioevo europeo della Tavola Rotonda. Merlino ovvero "Ambrosius Merlinus" - (da merlin - piccolo falco europeo, rapidissimo in volo, emblema del messaggero regale simbolico che viene da lontano, ma anche il merlo solitario nel bosco) era l'uomo solitario, cui non era permesso sposarsi, il mago, profeta e maestro dell'Incanto dei Regni Fatati della Magia Celtica, figlio di una monaca di stirpe regale che lo aveva generato in seguito a strani connubi con il ‘Diavolo'. Egli è l'incarnazione perfetta del Divino Mago Profeta e Signore dei Sacri Destini.

È anche poeta, e come folle del bosco ottiene la sacra ispirazione nella foresta di Brocelandia quale dionisiaco invasato al canto del sovrannaturale Dio che si manifesta nel Bosco e nella Foresta Incantata. È mago creatore di re, occulto consigliere, signore degli animali e amante che fa apprendere e non si fa-prendere, cioè Segreto Scrigno del Mistero.

È un viaggiatore, missionario hermetico itinerante. Occhio di Luce di un altro mondo lontano, è l'Eremita-Ermete che un po' malinconico scrive, alla lanterna eterna di una sapienza stellare, le pagine dell'Aureo Libro. Volando prima che l'elixir di fatti-fati si realizzi nella parola parlata degli e-venti. È il Mago di Luce che attraversa il tempo di un mitico medioevo, non cristiano né cristianizzabile; ove la saggezza del Drago Alato d'Oro rinverdisce all'ala iridata della dea Aradia - nel coelo dell'aureo fiore del gigliato scettro - come olio di un magico Aroma creato nel Cristallo di un'Ampolla senza Tempo. Che vive custodito e mai tradito alla arcana fiamma della segreta chiave di Isidiana amante di Endimione.

Image Questo Mago vittorioso dell'età oscura, cioè che risplende nei tempi del medioevo oscurantista invaso dai cristiani, fu concepito nei boschi in una notte tempestosa di prodigi e meteore, cioè in una notte incantata dal prodigio degli Dèi. La notte a-strale di un cielo animato da meteore dice che il mago nasce da accese luci stellari di spazi divini ed è un figlio del cielo proveniente da altri mondi, come la zona della cintura di Orione per i faraoni sacri dell'Egitto regale.

Figura 1 = esemplare di Merlin, piccolo falco europeo rapidissimo in volo, emblema del messaggero regale simbolico che viene da lontano, ma anche il merlo solitario nel bosco.

Viene poi affidato al monaco Blais - Biagio; maestro compagno e confessore di Merlino dal quale si rifugia, in certi periodi, nelle terre dell'estremo nord, quasi a simboleggiare il suo contatto ininterrotto con la Luce primordiale.

Ma Merlino è anche il condottiero indomito mago artefice della vittoria in battaglia, è il vessillifero celto-romano. Colui che guidava L'avanguardia di Artù portando il vessillo romano del drago, come un antico generale etrusco-romano che realizza l'aureo trionfo di Dioniso dalla Corona Carminia. Tutto questo lo avvicina all'idea di un "meraviglioso mago" in grado di incarnare il prodigium o intervento diretto degli Dèi negli eventi della vita ordinaria. Che cosa vuol significare allora ‘Mago del soprannaturale' come spesso viene definito Merlino, se non ‘Principe' nel senso dell'antico sacerdozio etrusco: colui che possiede lo Scettro del segreto del rito dell'Antico Incantesimo? Indovino, mago, incantatore, tutto richiama in lui l'esperto conoscitore dell'antica Disciplina dei misteri maggiori con i quali i numi arcani dell'Arad trasmutano gli eletti nel coronamento dell'ascenso dell'Aureo Lucumone.

Perciò sgombriamo subito il campo a tentativi lontani, meno recenti e contemporanei di interpretare il misterioso Mago della Tavola Rotonda come un personaggio che porti in sé elementi cristiani e sovrapposizioni pagane o tardo celtiche.

Niente in lui può appartenere al santo, al monaco o alle culture abbaziali dei conquistatori nord-europei della notte cristiana. Così si esprime Jean Markale nel suo interessante volume "Merlino o l'Eterna Ricerca Magica", a proposito del nostro personaggio "... Merlino supera di gran lunga la sua condizione storica umana. Al limite è un semidio o un dio incarnato per influire sul destino degli uomini. E in questo senso è il demiurgo, organizzatore di un mondo che non ha creato ma che contribuisce, con i suoi consigli come pure con i suoi poteri magici a equilibrare per la soddisfazione di tutti. Non è lui l'iniziatore della famosa Tavola Rotonda ‘che gira come il mondo'? Non è lui che fissa il destino degli uni e degli altri, prendendosi gioco delle regole fissate, della morale o della routine, lanciando i cavalieri in avventure che essi non capiscono
Image MA CHE SONO TUTTE ORDINATE A UN FINE, PER QUANTO OSCURO POSSA ESSERE NELLA PROSPETTIVA DI UN UNIVERSO in cui il tempo non esiste più? Si direbbe che egli sia conforme alla definizione del poeta che ha datto VIGNY nel suo Chatterton, EGLI LEGGE NELLE STELLE IL CAMMINO INDICATO DA DIO. È per questo che è indovino. Egli è l'Ermete Trimegisto della Tradizione Esoterica. È il Dio che vede e che parla, L'AIUS LOCUTUS dei romani..." (pag. 131).







Figura 2 = THE KINGDOM Edmund Blair Leighton, Bridgeman Art Library.



Merlino come il maestro iniziatore del tempio della luce magica è l'esaminatore, il sommo sacerdote del Tempio dell'Occhio Divino, il giudice perfetto che come Ibis Regio verifica l'autentica vocazione degli Eleusini, saggi custodi del tes-oro del suo incontaminabile principesco insegnamento. Molti sono i pupilli che Merlino sceglie di avviare: Artù, Viviana, il figlio della Fata e Regina Morgana Yvain, Perceval. Quest'ultimo personalmente ‘guidato' da Mago Merlino per il superamento delle prove che lo devono condurre all'insediamento legittimo nel Castello del Graal.

Qui Merlino è l'Anziano, l'antico saggio che porta una lunga barba bianca e tiene nella destra un papiro arrotolato. Il sapiente che detiene le Sacre Pergamene della luminosa conoscenza della stregoneria dell'Antica Religione.

Scritte nella lingua arcana del prezioso alfabeto di un antico mare stellare. In effetti Perceval, se si eccettua la Fata Morgana, era uno dei suoi ultimi protetti. Le cronache ci dicono che era caparbio testardo non facile ad apprendere. Perceval allievo e discepolo di Mago Merlino "aveva dei problemi", ma sebbene scapestrato, egli sentiva di avercela fatta perché si sforzava di "impadronirsi della lezione". Così come l'Aladino scapestrato della Lampada dei Misteri veniva avvolto dall'incantesimo degli infallibili riti del prodigo mago zio e riusciva a pervenire al Palazzo Meraviglioso. Come non ricordare, a questo proposito, l'affascinante Mejnour del celebre romanzo "Zanoni" di Lord Bulwer - Lytton. L'antico mago e maestro di luce che vive appartato nella Roma della Domus Aurea e presiede al sacro destino e alle prove dell'Arte del suo discepolo Zanoni. Signore dell'oro e dell'elixir che il neofita dell'Aurea Rosa e della Sacra Spada incontra, come il ‘formidabile' Merlino, nella prova del guardiano della soglia del suo invalicabile castello. E cui l'heroe del caduceo ritrovando la Magica Lampada dell'ispirato Amor Musa di Isi-Diana deve il Sigillo Antico riconsegnargli nell'obbedienza vera.

È quindi Merlino il Magus del supremo elisir dell'oro di Isidiana, Dea Arcana della Magica Iniziazione del Tempio dell'Antica Religione dei Misteri. Ma è anche l' "Occulto Precettore" che cerca di rimettere in riga il suo recalcitrante studente Perceval che si era lasciato sfuggire di mano. Dice ancora N.L. Goodrich (Il Mito di Merlino pag. 249): "Merlino era uno statista di alto livello, un rinomato guerriero, un appassionato annalista e un temuto esaminatore: il che significa che era uno dei più grandi maestri del mondo, come il maestro di Achille e di Alessandro Magno o di Platone. Anche gli allievi di Merlino compiono azioni memorabili".

Image  Figura 3 = Merlino e Viviana di Gustave Doré.

Mago Merlino - nel suo nome storico di Merlino Ambrosius fu messo all'indice per eresia nell' "Index Librorum Prohibitorum" della chiesa cattolica durante il Concilio di Trento del 1580. Le sue profezie, cui attinse probabilmente la nobilissima strega Giovanna d'Arco nella vittoriosa Guerra dei Francesi, vennero bollate come ‘diaboliche' dai padri tridentini. Ma certamente Mago Merlino non fu canonizzato come Giovanna. Egli, simbolo tutt'oggi della Fiammeggiante Magia, occulto maestro della Regale Stregoneria dell'occidente europeo, vive nella leggenda, nella storia e nei riti dell'Antica Religione. Ancora oggi come il figlio Patrizio della Razza dei Consoli Romani, Principe Mago erede della tradizione dell'Arte Regia del paganesimo dei misteri. Ecco perché, cessata la reale massiccia sanguinosissima persecuzione nel mondo magico europeo, la moderna inquisizione cristiana e cattolica continua ad offendere e infamare la luminosissima tradizione solare di questa Antica Sapienza Regia che discende dalla Dea Isidiana e trova nel simbolo della purissima Dama Aurea, l'alta rivelatrice della verità mai tradita degli Dèi , dei Maghi, delle Fate e delle Streghe.


Ne offende (il veleno galileo) il profumo incontaminabile ed elevatissimo, con la spregevole manipolazione di dati sulla memoria storica del genocidio consumato. Attraverso l'offesa continua delle sue sporche crociate pseudo-culturali, contro la nobile memoria di un mondo vivente, sacro, indipendente da ogni monoteismo sia confessionale che interreligioso. Fondato sulla verità iniziatica della Via dei Pontifices e dei Maestri. Lo Scettro dei quali irradia ancora nello splendore della luce dei più saldi incorruttibili e fedeli Argonauti dell'Alata Corona Caducea della Realtà Fatata.

L'Antica Magia Regia di questa Ars Aurea è tutt'oggi, nei salotti culturali e nelle "bolle scritte" della nostrana giornalistica cultura contro-riformista, apostrofata come oscura erede di un pericoloso satanismo ignorante e criminale, senza mai distruggere i nobilissimi princìpi, la serva investigazione della ricerca, l'esperienza della disciplina esoterica del Tempio degli Dèi; dalle degenerazioni e fenomeni involuti lubrici e volgarissimi taluni esponenti del cosiddetto mondo occulto, che peraltro non intaccano il supremo fine degli aspiranti alla luce della sacra stregoneria; estranea anche a recenti e meno recenti influenze della wicca anglo-statunitense.

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A queste considerazioni va aggiunto anche il tentativo, ormai quasi completato, di interpretare il Mistero del Graal e la Leggenda Arturiana in senso cristianeggiante, gnostico e mistico. Ma così come per la Fata Morgana così per Mago Merlino il faunico vento fa cadere la bronzea maschera degli esegeti scoliasti!

Entrambi conservano infatti intatta, anche ai giorni nostri, un'aura suggestiva ed arcana che fa rivivere in loro la incontaminata potenza della Magia Celtica e nordico-etrusca. Merlino era noto per i suoi ‘travestimenti', emblemi dell'Alto Sacerdote dei Quattro Regni delle festività celtiche. Mago signore dell'asse cosmico del Sacro Rito del Mistero della Folgore Celeste. Ipostasi perfetta degli antichi libri rituali degli Etruschi. Maestro della Sacra Spada e meraviglioso istruttore di Artù, il ragazzo selvaggio che sottopose a innumerevoli prove nell'accompagnarlo sulla Via Regia.

Merlino il profeta, precettore consigliere del Re e fondatore della Tavola Rotonda riceve la sua arcana saggezza dai mondi supremi stellari di Orione ed è in contatto permanente con la Dea Velata Arianna, signora della iniziatura antica e Celeste Dama del Graal - del quale egli è guardiano e custode.

Ma i testi della letteratura cavalleresca francese ce lo presentano anche come l'Uomo Silvano, una pagana incarnazione del Signore degli Animali. Appare così sottoforma di cervo e in questo ricorda la sacralità del mitico animale Cernunnus della tradizione gallo-romana. D'altronde come generato da ‘Diavolo', non può dunque considerarsi figlio di Dioniso dio delle streghe secondo quella alta tradizione della stregoneria che si trasmise ininterrottamente nel culto del Capro Divino dalle corna d'oro presso i segreti boschi e i fioriti prati della nostra magica merliniana Toscana?

Introduciamo così il mito di Merlino Mago Etrusco, toscano, tirreno cioè da TIRUS - TIR(S)ENO che impugna il sacro tirso: iniziato al rito dell'invisibile collegio di Dioniso e ammesso alla sacra graalica bevanda della sua festa divina.

Image Poeta "invasato" e consacrato al principe prediletto figlio di Zeus, l'iniziatore ai segreti della ri-nascita o rinascenza aurea (perché ‘rinato' dalla coscia d'oro del Padre e emanazione della sua manifesta potenza fulgurale). Il mito di Merlino l'immortale lo designa nondimeno anche come un misterioso essere giunto sul nostro pianeta da un'altra galassia, dotato di enormi poteri e depositario di lontani inimmaginabili saperi.

Figura 5 = il bosco di Brocelandia dove Merlino poeta, e come folle del bosco ottiene la sacra ispirazione quale
dionisiaco invasato al canto del sovrannaturale Dio che si manifesta nel Bosco e nella Foresta Incantata.


La sapienza stellare di cui l'altissima Diana Lucina dea della stregoneria è la segreta custode. È indubbio infatti che fin dall'origine dei tempi, assai prima del medioevo storico, l'iniziazione alla stregoneria o Arte del Secreto Incanto sia stata considerata, e lo sia ancora per i suoi figli e figlie, un vero e proprio insegnamento attuantesi attraverso il volo magico nell'esperienza enteogenica dei misteri.

Nel libro ‘La storia di Merlino' di Paolino Pieri edita e illustrata da Ireneo Sanesi, Bergamo 1898, l'autore si sofferma sulla fortuna che il mito di Merlino ha avuto anche nella letteratura italiana fino all'800. Risulta quindi che la leggenda del celebre Mago ottenne in Italia un piccolo favore, lasciò tracce più o meno profonde nella poesia, nella storia, nella novellistica; diede origine a numerose profezie religiose, sociali, politiche; si confuse con altre leggende. I pochi inventari superstiti di antiche biblioteche signorili mostrano come generalmente esse non fossero sprovviste di romanzi riguardanti Merlino o di raccolte profetiche a lui attribuite.

I Gonzaga possedevano una Cronaca merlini e dui volumi delle prophetice di Merlino et uno del secondu (v. Braghiroll-Inventaire des mss, en langue francaise possédes par Francesco Gonzaga I, capitaine de Mantove mort en 1407 in Romania, IX p. 508 - Novati, I codici francesi de Gonzaga secondo nuovi documenti ibid. XIX. p. 195 n. 3). Più di un libro chiamadu Merlino, in membrana, coverto de chore rosso possedevano gli Estensi (v. Cittadella. Il Castello di Ferrara, descriz. Stor. Artistica con appendici, FERRARA TADDEI 1875 pag. 78; CAPPELLI, La Bibliot. Estensa nella prima metà del sec. XV in giorn. St. di lett. It. Vol. XIV pagg. 25, 27, 28). Nella biblioteca Visconteo - Sforzesca di Pavia esistevano i due seguenti mss: De prophetiis merlini in gallico e Merlinus super proditione domini nostri (v. D'Adda, Indag. Stor. Artist. e bibliog. sulla libreria Visconteo - Sforzesca del Castello di Pavia, Milano Brigole 1875 pg. 30; MAZZANTINI - Inventario dei Cdd. della biblioteca Viscontea - Sforzesca ) redatto da Ser Facino da Fabriano nel 1459 e 1469.

Merlino « Ambrogio della Fortezza Marina » sembrava avere uno strano destino con il mondo femminile. Egli non si sposa né ha un'amante; all'inizio si vede al fianco di sua madre, figlia del re di Dyved, da cui ne discende che Merlino è di sangue reale ed erede del re. In molti racconti leggendari delle saghe celtiche anglo - bretoni non si conosce mai il nome del padre degli heroi, al contrario della madre. E appare invece chiaro dai testi che il nipote eredita sempre più o meno dallo zio materno. Merlino l'incantatore non ha, prima di incontrare la sua magica compagna, alcuna avventura amorosa. Nella grande foresta di Broceliande « che era la più piacevole del mondo, alta, sonora, bella, piena di cerve, di cervi e di daini » vicino alla fonte di Barenton, luogo dedicato al dio solare Belenos (il brillante) e radura sacra o santuario che assomiglia al Bosco Incantato del Dio Dioniso dei Misteri, Merlino incontra la giovane Viviana e se ne innamora immediatamente. Il luogo è verosimilmente magico, vi sono presenti l'albero cosmico, un meraviglioso verdissimo pino, la foresta è situata vicino ad un luogo disabitato, come un tempio al di fuori della vita sociale, e infine la sorgente. Ed è proprio accanto ad una fonte che il Mago incontra la sua Fata.

La testimonianza del celebre autore latino Lucano (nell'opera FARSAGLIA) a proposito del "Santuario Forestale" è che tale magico luogo di potere venisse chiamato "Bosco del Signore". E il carattere arcano e selvaggio di questa radura lo rendeva di proprietà esclusiva del Dio Cornuto-Dioniso a tal punto che « il sacerdote druido stesso che vi officiava lo faceva nei dintorni temendo lui stesso il momento della teofania, avendo quasi paura del Signore del Bosco ».

Questa sorta di terrore sacro spiega che i profani possano esitare a penetrare in questo spazio interdetto e riservato al sacerdote, il quale solo aveva il diritto di parlare alla divinità, e che era inaccessibile ai non iniziati i quali non erano stati elevati dal Dio all'esperienza estatica: vero invito incontro e unione con la manifestazione vivente del Principe dei Misteri e Signore dell'Antica Festa.

Viviana è la "Fata Celeste", legata alle sorgenti, alle profondità dei mari, ai fiumi, ai laghi e alle ruscelli, è colei che conosce gli Incanti degli Antichi Maghi.

Secondo le leggende bretoni, suo padre, un certo Dyonas, era figlioccio di Diana. Si è tentato anche di spiegare il nome di Viviana come derivato dal nome di Diana. Anche Diana è infatti, nel mondo etrusco-romano, la Dea dei Boschi, delle radure e delle sorgenti.

E come Diana, anche l'Artemide greca è una Dea Solare. Celeste, Figlia della Luce e Sorella di Apollo il Dio Solare. Essa (Viviana) ha tratti persino simili alla Magna Mater Romana Cibele e a volte tra Viviana e Merlino, Viviana sembra avere il ruolo di Cibele e Merlino quello di Attis. È Fata ‘sapiente e veggente', è una ipostasi della Regina delle Fate ma anche Dea Acquatica. "Mucca Bianca" è uno dei suoi appellativi medioevali, è "Colei che è bianca come un cigno".

Viviana è assolutamente vergine ‘- non - sa nulla'. Il nome datole dal padre significa, secondo una leggenda, in antico caldeo, "non ne farò di niente". Non è nemmeno in grado di badare a se stessa, oggi si direbbe "una figlia di papà" e ne è perfettamente consapevole.

Soltanto, come dice il testo "la donna è più astuta del diavolo". E il diavolo è Merlino. Viviana imparerà da Merlino tutto ciò che vuol sapere. Eccoci ancora di fronte alla vocazione magistrale di Merlino. Egli è il maestro iniziatore che rivela negli antichi boschi i Misteri dell'Iniziazione Magica ai discepoli chiamati alla conoscenza dell'Oro dei Saggi.

Due allieve predilette sono, nella tradizione celtica, appunto Morgana e Viviana, e un allievo, il Poeta Taliesin.

Morgana la Fata e Viviana la Dama della Sorgente non sarebbero niente senza l'Arte Segreta che Merlino ha loro insegnato. Esse, sue Sacerdotesse e Fate, divengono altissime principesse regali del Segreto Incantesimo, prime stelle brillanti della Dimora Aurea del Tempio dell'Occhio Divino.

L'Amore fra Merlino e Viviana prefigura il mito e il rito della Diade Sacra, o Ierogamia perfetta. Così come per Apollo e Diana, Iside e Osiride, Dioniso e Aradia. Si tratta del Mistero dell'androginia magica di due esseri d'eccezione che hanno una origine comune.

Image In fondo, Viviana è il ‘doppio' di Merlino, la sua parte femminile eterea, angelica, fatata. Sorella eterna, amante e sposa: è uno dei molteplici volti della Dea che sconcertano coloro che non sanno riconoscerla. Ella è la Dama che guida l'eroe alla ricerca del Graal ed è una Figlia di Luce dell'Aurea Dea del Regno Fatato, è colei che Merlino invoca con tutte le forze perché gli è indispensabile per essere veramente se stesso. È la Shakti della mitologia Indù ove ogni Dio è inoperante se non la ha come doppio femminile, come volto di potenza e d'amore, e la Shakti è sempre della stessa essenza e della stessa origine di colui che mette in azione la forza che ella incarna.

È in questa prospettiva che la coppia divina, Merlino e Viviana, acquista tutto il suo valore simbolico.

Il racconto vuole poi che Merlino, perdutamente innamoratosi, per conquistarla le fece dono di un Castello Incantato, le svelò i suoi segreti, le formule, i prodigi e i suoi incantesimi. E fin qui la leggenda non ha varianti.

Esiste invece una doppia versione circa il modo in cui Viviana riuscì ad imprigionare l'ingenuo Merlino.

La prima narra che, fattasi svelare il più potente dei suoi incantesimi e cioè come rinchiudere un essere umano in una prigione invisibile per l'eternità, una volta che questi si fu addormentato, lo imprigionò per sempre in una ‘Camera di Vetro'.

L'altra che, dopo aver detto a Merlino che alla propria morte avrebbe gradito riposare al suo fianco, quando costui la condusse vicino ad una fonte prosciugata nella quale si sdraiò, lei fece immediatamente chiudere sopra di lui due enormi pietre.

Da allora Mago Merlino riposa nel cuore della Foresta di Broceliande prigioniero della Fata.

Ma una leggenda profetica vuole che la Fata Viviana si aggiri ancora nel vento fra gli alberi del luogo ove il Mago è ‘occultato' pronta a pronunciare le tre magiche formule di Isidiana che risveglieranno Merlino dal sonno.

Quando la Passione del Loro Antico Fatato Amore ricondurrà gli Eletti alla Indicibile Ierogamia con il Magnifico Celeste Dio, Purpureo Nume Supremo dei Sacerdotali Calici dell'ETRUSCA FESTA.

C. Arrigoni

(Da "Elixir" n° 1 - Ed.Rebis)

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