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FIRENZE ARCANA - Charles Godfrey Leland

Recensione apparsa sul quotidiano La Nazione - Firenze Agosto 2005


IL BESTEMMIATORE MAROCCHIO E IL CAPRO INFERNALE DI PORTE ALLA CARRAIA


Pier Luca Pierini che di misteri e di incantamenti se ne intende quanto l'amico Giulio Brunner, attraverso le edizioni «Il Gatto Nero» (Centro editoriale Rebis di Viareggio), sua preziosa creatura ha ristampato con accattivante eleganza la «Firenze arcana» che Charles Godfrey Leland pubblicò nei 1895. Godiamoci due pagine dedicate ai capro infernale dì Ponte alla Carraia.

«Nei pressi dell'Arno o sotto il Ponte alla Carraia viveva di un certo Marocchio, un bestemmiatore, perché quando guadagnava poco imprecava molto quindi era veramente un marocchio attaccato ai soldi: Perfino da moribondo bestemmiava. Il Marocchio si era venduto al diavolo e aveva nascosto i suoi soldi sotto una pietra dell'arco del ponte. Non aveva molti amici e quindi non confidò a nessuno dove li aveva nascosti e  non lasciò niente a nessuno, Perciò dopo la sua morte non ebbe pace perché il suo tesoro rimase celato».
«Nel luogo dove erano stati nascosti i soldi spesso si vedeva la figura di una capro che sputava fiamme e che inseguiva chiunque passasse di lì, poi improvvisamente spariva nella terra dalla quale uscivano lampi di fuoco».

«I renaioli pensavano che fosse un vero capro e quando tentavano di acchiapparlo per il pelo sputava fiamme e la maggior parte di loro morivano bruciati. Spesso rovesciava le loro barche e faceva tutti i danni possibili».

«Allora alcune persone credettero che tutto questo volesse dire che da qualche parte c'era un tesoro i nascosto, tentarono di trovarlo ma invano. Ma ce ne fu uno più furbo degli altri che un giorno notò quando il vento era peggio dei solito e alzava le gonne c faceva volare via cappelli e berretti, che c’era in tutto questo trambusto un capro e che questo animale era scomparso in un punto preciso. «Credo che i soldi giacciono nascosti lì», disse. Siccome sapeva che il momento giusto per dissotterrare i tesori nascosti era la mezzanotte, quella precisa ora sì recò sul ponte e incontrò il solito caprone. Rivolgendosi a lui gli disse:
«Se sei un’anima benedetta vai in pace e che Dio sia con te. Ma se invece soffri per un tesoro nascosto, senza timore insegnami come posso averlo cosicché tu possa andare in pace: E se ti tormenti per il tesoro mostrami il luogo dov’è e lo porterò a casa con me in modo che tu possa avere pace e non addolorarti più».

«Allora il capro saltò nel luogo preciso dove i soldi erano stati nascosti e poi scomparve nel fuoco come sempre.
«Così il giorno seguente il giovane andò là e scavò fino a che non scoprì l'’oro e lo spirito di Marocchio fu alleviato dalle pene. Ma da quel momento nel luogo dove scomparve nel terreno si vede un capro».


Da "I LUOGHI DELLA FORTUNA" rubrica di Alfredo SCANZANI
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