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G. F. Borri
G. F. Borri

- a cura di Orpheus 

Di Giuseppe Francesco Borri, Milanese, noto alchimista della prima metà del 1600, riportiamo alcuni cenni riferiti da Jollivet-Castelot nella sua «Storia dell'Alchimia». Di lui trascriviamo l'Orologio Chimico, e lo trascriviamo con tutte le originali e curiosissime sgrammaticature, affinché il lettore abbia una idea di come i Maestri dell'Arte amavano ri-velare ai loro discepoli i segreti dell'operazione trasmutatoria.

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Museo Ermetico - L'Orologio Chimico di G. F. Borri

– a cura di Orpheus

Ogni intenzione, che non si manifesta per mezzo di atti, è una vana intenzione, e la parola che la esprime una parola inutile; è l'azione che dà la prova della vita ed è pure l'azione che prova e dimostra la volontà. Si dice per questo nei libri simbolici e sacri che gli uomini saranno giudicati non secondo le loro idee ma secondo le loro azioni. Per essere si deve operare.

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La Preparazione, la Volontà e la Purificazione del Mago - di Eliphas Levi

L'Alchimia e l'Arte Regale - Caliel

Il profano che getti un’occhiata in un qualsiasi libro di alchimia, nel tentativo di tentarne la decifrazione, finisce sempre col ritrarsi rassegnato e deluso dinanzi al gergo misterioso, irto di termini incomprensibili e infiorato di simboli oscuri che pure presentano un fascino arcano.

Questi libri insegnano realmente la fabbricazione dell’oro? Ed è proprio il miraggio della ricchezza che induce certi studiosi a trascorrere la vita su quei libri?

L’uomo moderno, scanzonato e disincantato, comprende bene che l’oro si può guadagnare assai meglio di quanto non lo si possa fabbricare; la fabbricazione dell’oro alchimico simboleggia la conquista della Regalità Divina e cioè di una condizione dell’essere assolutamente impersonale, in quanto divina e regale.

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L'Alchimia e l'Arte Regale - Caliel

- Lei è conosciuto in vari ambiti della cultura esoterica, ma anche della produzione artistica: che legame crede ci sia tra Ermetismo ed Arte?

L’arte ha rappresentato e rappresenta tuttora uno strumento in grado di penetrare nelle profondità della psiche, nell’intimo del nostro “essere” nascosto. Dipingere significa scavare nei recessi dell’anima, vuol dire ricercare l’intima identità che ci può aiutare a scandagliare la nostra vera natura. 

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EreticaMente intervista Stefano Mayorca - a cura di Luca Valentini

1 - Dott. Pierini, lei è il fondatore delle Edizioni Rebis di Viareggio, note per le sue pubblicazioni sull’ermetismo. Vuole spiegarci come è nata quest’avventura e cosa la incentiva moralmente ed internamente nella sua opera meritoria?

- Grazie innanzitutto per l’opera meritoria. Un’avventura meravigliosa in effetti, che mi rese, inconsapevolmente e per un insieme di circostanze singolari, il più giovane editore d’Italia. Progettata e sbocciata sulla spinta imperiosa di un grande amore per i libri e di un profondo interesse per la magia e l’esoterismo che coltivavo da quand’ero bambino e che ancora oggi, dopo quasi mezzo secolo, ho la fortuna di vivere e portare avanti con identico entusiasmo e immutata passione. E, vorrei aggiungere, tecnicamente parlando, con la stessa cura e impronta artigianale che rivolgevo e rivolgo alla realizzazione di ogni volume.

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EreticaMente intervista Pier Luca Pierini, a cura di Luca Valentini.

Storia di un Culto

Le prime notizie circa il Dio Mithra pervengono dall’arcaica tradizione dei Veda indù e precisamente dal più antico, il Rig-veda, risalente ad un epoca di diverse migliaia di anni fa più remota dalla nascita dell’età volgare, che inquadrano la divinità in questione come reggente di un mondo perfetto delle origini ormai dimenticato, protettore dell’Ordine Universale insieme al dio Varuna.

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Il culto di Mithra e l'Iniziazione Ermetico-Solare, di Luca Valentini

Gunon Erreur Spirite
Gunon Erreur Spirite

Kremmerz commenta Guénon

a cura di Orpheus 

Leggo L’Erreur spirite di René Guénon (1), autore di un altro volume, Le Théosophisme, apparso qualche anno fa. Un libro che esce dall’ordinario questo qua. Non so dell’autore nessuna notizia: Le Théosophisme mi dette l’impressione di una polemica culturale, come se un allievo della Compagnia religiosa tale volesse riveder le bucce ad una congrega pseudo religiosa, come il sottotitolo chiama la fondazione del Colonnello Olcott e della Signora Blavatsky, in molti punti, con veste più dignitosa, un po’ troppo saporito.

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Kremmerz commenta Guénon

Umberto Veronesi
Umberto Veronesi

Gli studi lo dimostrano: i vegetariani vivono di più. Intervista al direttore scientifico dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia)

Rubrica Scienza & Salute

Margherita Hack diceva di essere vegetariana fin dalla nascita perché lo era la sua famiglia, e di non aver alcun merito in questa scelta. Ma diceva anche di essere la prova vivente che si possa crescere senza le proteine animali. E il padre, per propaganda, andava in giro dicendo di «non mangiare la carne, perché era come mangiare cadaveri».

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Umberto Veronesi: i vegetariani vivono meglio e di più